Aprire un locker: guida completa a costi, guadagni, tipologie e affiliazione

Cos’è un locker e perché è un’opportunità concreta e interessante

Un locker è un armadietto elettronico automatizzato — accessibile autonomamente dai clienti, spesso 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 — che può svolgere due funzioni molto diverse tra loro: il deposito temporaneo di bagagli oppure il ritiro e la consegna di pacchi e spedizioni.

La distinzione è fondamentale, perché si tratta di due mercati con logiche, clientele e modelli economici profondamente differenti. Prima di investire, è necessario capire quale dei due si vuole presidiare — o se ha senso combinarli.

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Locker deposito bagagli (luggage storage)

A chi si rivolge e dove funziona

Questo tipo di servizio si rivolge principalmente a turisti, viaggiatori in transito, pendolari e a chiunque abbia bisogno di liberarsi dei bagagli per qualche ora o qualche giorno. Le location ideali sono nelle immediate vicinanze di stazioni ferroviarie, aeroporti, porti, attrazioni turistiche, hotel e centri storici ad alta affluenza.

Il modello funziona particolarmente bene nelle città con forti flussi turistici: pensate a Roma, Firenze, Venezia, Napoli o Milano, dove milioni di visitatori ogni anno cercano soluzioni per depositare i bagagli tra un check-out e un volo, o tra l’arrivo e il check-in.

Tipologie operative

Totalmente automatizzato e self-service: il cliente prenota online o direttamente al chiosco, paga con carta, inserisce il bagaglio e ritira autonomamente grazie a un codice o a un’app. Nessun operatore necessario, attivo H24. Un impianto da circa 50 armadietti richiede un investimento iniziale di 20.000–25.000 euro e uno spazio di circa 35–40 mq.

Con personale dedicato: uno o più operatori gestiscono il ritiro, il deposito fisico e la riconsegna. L’investimento iniziale è più contenuto (non serve il sistema di armadietti elettronici), ma i costi operativi sono significativamente più alti per via del personale, che deve essere presente durante tutti gli orari di apertura. Il vantaggio è la flessibilità nella gestione degli spazi: un deposito gestito manualmente può ottimizzare l’utilizzo del metraggio disponibile molto meglio di un sistema rigido ad armadietti.

Modello ibrido: sempre più diffuso, combina armadietti automatici per le fasce orarie notturne con personale presente nelle ore di punta. Riduce i costi e garantisce comunque un servizio continuativo.

Requisiti burocratici

Non esistono requisiti particolari o licenze specifiche per questa attività. È sufficiente aprire una partita IVA, presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al comune competente e, se si ha personale dipendente, regolarizzare la posizione contributiva. L’assicurazione contro furti e danni non è obbligatoria per legge, ma è fortemente consigliata sia per tutelare l’attività sia per trasmettere fiducia ai clienti.

Vale la pena verificare anche le normative locali in materia di videosorveglianza: un impianto CCTV è quasi indispensabile per la sicurezza e in alcuni comuni può richiedere un’apposita comunicazione al Garante della Privacy.

Tariffe e potenziale di guadagno

Le tariffe variano molto in base alla posizione geografica e alla qualità del servizio:

  • Tariffa oraria: da 1 a 4 euro per bagaglio
  • Tariffa giornaliera: da 5 a 10 euro per bagaglio

Un deposito ben posizionato in una città turistica di media grandezza, con 30 armadietti occupati in media per 6 ore al giorno a 2 euro/ora, genera circa 130.000 euro di fatturato annuo. Ovviamente la stagionalità incide parecchio: nelle città di mare o d’arte, i mesi estivi possono pesare per il 60–70% del fatturato annuale.

Fattori che aumentano la redditività: garanzie assicurative incluse nel prezzo, servizio H24, possibilità di prenotazione online, posizionamento su piattaforme come LuggageHero, Radical Storage o Bounce (marketplace internazionali per il deposito bagagli che portano visibilità e clienti già acquisiti).

Affiliazione e network

Esistono reti di franchising e partnership attive nel settore luggage storage. Affilarsi ha senso soprattutto per accedere al flusso di clienti internazionali già abituati a usare queste piattaforme, oltre che per avere supporto nel setup tecnologico e nella gestione delle prenotazioni.

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Locker punto ritiro pacchi

Il contesto: perché il mercato cresce

L’e-commerce in Italia ha superato i 50 miliardi di euro di fatturato e continua a crescere. La “last mile delivery” — l’ultimo miglio della consegna — è uno dei problemi più costosi e inefficienti del settore logistico. I locker per il ritiro pacchi rappresentano una soluzione concreta a questo problema: il corriere consegna una sola volta, il cliente ritira quando vuole.

Per l’esercente, diventare un punto di ritiro significa intercettare traffico pedonale aggiuntivo con costi marginali quasi nulli.

Le tre opzioni principali

1. Locker automatico indipendente L’imprenditore acquista in autonomia l’infrastruttura hardware (armadietti connessi) e il software gestionale. Il costo varia dalle 5.000 alle 20.000 euro a seconda delle dimensioni e della tecnologia. Richiede circa 3–4 mq di spazio esterno o interno, con attacco alla rete elettrica e connessione internet. Il vantaggio è la totale autonomia; lo svantaggio è che bisogna costruire da soli i contratti con i corrieri o le piattaforme e-commerce.

2. Affiliazione a una rete (locker in comodato) Alcuni network leader — tra cui Amazon Hub, Poste Italiane (Punto Poste), InPost, DHL ServicePoint, GLS — installano l’armadiatura a proprie spese presso partner selezionati. L’esercente mette a disposizione lo spazio (anche solo 3–4 mq all’aperto, purché riparati) e la corrente elettrica. In cambio riceve una commissione per ogni pacco gestito.

Il vantaggio è che il costo iniziale per l’esercente è zero o quasi zero; la contropartita è che il network seleziona le location in base alle proprie esigenze logistiche — non è detto che la propria sede venga accettata.

3. Punto di ritiro non automatizzato Questa è la formula più semplice e adottata da tantissime attività commerciali: tabaccherie, lavanderie, bar, edicole, cartolerie. Il pacco arriva dal corriere, il titolare lo custodisce e lo consegna al cliente che si presenta nel normale orario di apertura. Nessun costo hardware, installazione zero, integrazione tramite app fornita dal network.

È una soluzione con guadagni più modesti ma con la funzione importante di generare traffico in negozio: il cliente che viene a ritirare un pacco spesso acquista qualcos’altro.

Requisiti e aspetti pratici

Anche qui non ci sono licenze speciali. Per i locker automatici all’aperto è opportuno verificare con il comune se serve un’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico o per modifiche alla facciata. La connessione internet deve essere stabile: la maggior parte dei sistemi comunica in tempo reale con la piattaforma centrale per gestire aperture, notifiche e tracciabilità.

Guadagni

Nella formula con affiliazione a un network, il compenso è a pacco gestito: oscilla tipicamente tra 0,30 e 1,50 euro per pacco, a seconda del network e del volume. Un esercizio che gestisce 20–30 pacchi al giorno può arrivare a 300–500 euro al mese di entrate extra, con un impegno operativo molto limitato.

Per i locker indipendenti, il modello economico è diverso: si tratta di un’attività principale (non integrativa), e il guadagno dipende dalla capacità di fare contratti con corrieri e piattaforme di e-commerce che utilizzino il vostro hub come punto di smistamento.

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